BASTA POLEMICHE, FACCIAMO SQUADRA

Il settore turistico e la sua governance in Provincia di Belluno stanno vivendo un momento delicato. La nuova legge regionale, approdata in commissione, ed i tagli del bilancio rischiano infatti seriamente di compromettere le risorse a disposizione sia del pubblico che del privato per svolgere le azioni necessarie in materia di accoglienza e promo-commercializzazione. Per tale motivo ritengo opportuno che tutti gli attori del comparto si adoperino per il bene del settore e lascino perdere polemiche che di sicuro non portano benefici a nessuno.

Mi rivolgo in particolare al Presidente della Provincia Bottacin ed alle dichiarazioni aventi come destinatario il Cav. Gino Mondin Presidente del Consorzio Dolomiti. Voglio subito chiarire che non sono affar mio i mal di pancia all’interno della Lega e che non conosco gli antefatti relativi alla nomina dell’Assessore Provinciale al turismo. Relativamente a questi ultimi, mi guardo bene dal commentarli anche e soprattutto per rispetto delle persone coinvolte (Toscani, Vettoretto e Mondin) che conosco personalmente e stimo. Quello che però ritengo doveroso sottolineare sia come non vada tirato in ballo il Consorzio Dolomiti contrapponendolo quasi alla Provincia. La Provincia deve
considerare il Consorzio Dolomiti come un partner strategico e non come un avversario per recuperare fondi in Regione. Che senso avrebbe fare l’accoglienza se non vi fosse a monte la promo-commercializzazione o viceversa?
Gino Mondin poi è il rappresentante della Provincia, socio sostenitore della nostra struttura associata, in senso al consiglio d’amministrazione del Consorzio ed ha sempre operato, lo testimoniano le sue azioni ed i numerosi incontri con l’altrettanto attivo Assessore Alberto Vettoretto, affinché vi fosse una forte alleanza e sinergia tra pubblico e privato. Mi preme inoltre ricordare che la nomina di Mondin a Presidente del Consorzio Dolomiti non ha radici “politiche” bensì territoriali. Il Consorzio Dolomiti non è infatti un ente politico, ma il contenitore di quasi 1.000 imprese turistiche bellunesi che hanno sempre scelto i propri rappresentanti non secondo tessera di partito ma secondo capacità a rappresentarli e comprovata esperienza nel settore. Per questo Mondin è stato eletto a Presidente del Consorzio, non perché fosse leghista. Penso poi sia doveroso dare atto che Mondin ha svolto sinora in maniera esemplare il suo ruolo di Presidente. Le critiche che gli vengono imputate (il mancato trasferimento di fondi regionali) sono ingiuste in quanto i tagli sono stati fatti indistintamente per tutti i Consorzi Veneti.
Nonostante questo, grazie all’operato di Mondin stesso, il Consorzio Dolomiti si è mosso in anticipo rispetto ai paventati tagli ed ha ottenuto l’opportunità di beneficiare dei fondi messi a disposizione dal Gal Alto e Basso Bellunese (misura 313 azione 3 Servizi), quasi 2 milioni di euro da spendere in 3 anni e finanziati al 60%. Pertanto il Consorzio Dolomiti, nonostante il taglio del 50% dei fondi regionali, nel prossimo triennio potrà continuare il suo trend di crescita nella spesa in promo-commercializzazione turistica a favore delle imprese e dei territori. La speranza è che la sinergia che il Consorzio Dolomiti vuole assolutamente portare avanti con la Provincia possa produrre
anche il beneficio della compartecipazione anche di altri fondi pubblici.

Invito pertanto, con il massimo rispetto per l’istituzione che egli rappresenta, il Presidente Bottacin a stemperare i toni della polemica e a considerare, come sono sicuro abbia sempre fatto, il Consorzio Dolomiti e il suo Presidente punti di riferimento per il turismo provinciale e non bersagli di critiche ingiustificate.

 

 

 

 

 

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MANCA UN PIANO STRATEGICO

pelmo-san-vitoIl settore del turismo, prima di altri, si è trovato a misurarsi con la sfida globale e con la progressiva articolazione della domanda. La moltiplicazione delle destinazioni a livello internazionale e la progressiva affermazione di nuovi interessi di carattere turistico ne sono la prova. Tale evoluzione non ha colto del tutto impreparato il sistema turistico provinciale sopratutto grazie alla capacità degli imprenditori privati di differenziare il prodotto turistico, di essere di continuo stimolo verso le istituzioni e di investire su più fronti. Al bacino turistico di rilevanza nazionale ed  internazionale costituito da Cortina d’Ampezzo e dalle principali località dell’Alto Agordino e del Cadore, si è infatti, nel tempo, affiancata e consolidata un’offerta turistica articolata e costituita anche da altre località provinciali. La crescita della consapevolezza che il turismo possa essere una risorsa economica importante per l’intera provincia, specie dopo che vi è stato il riconoscimento Unesco, non va però di pari passo con l’aumento di arrivi e di presenze turistiche a differenza di quanto invece avviene nelle vicine provincie a statuto speciale di Trento e Bolzano. Quello che probabilmente ci differenzia, rispetto ai questi territori, non è solo la minor capacità economica di spesa, che sarà ulteriormente acuita dai tagli che il bilancio regionale 2011 determinerà, ma soprattutto l’assenza di un piano strategico sul turismo  in cui l’ente Provincia assuma un ruolo guida. Tale piano dovrebbere  riconoscere che il turismo è un vero settore produttivo con elevate potenzialità di sviluppo e dove le imprese sono soggetti centrali. Spingere l’ente provinciale ad affiancare la Regione nella gestione delle politiche di regolazione, promozione e sostegno delle attività turistiche e a coordinare le iniziative degli enti locali per fare economie di scala ed eleborare progetti condivisi e di ampio respiro che integrino i diversi prodotti turistici. Un piano del turismo provinciale dovrebbe inoltre porre il settore al centro delle politiche provinciali per infrastrutture, trasporti ed ambiente e nell’interagire con misure come ad esempio il piano casa regionale stimolare la riqualificazione edilizia dell’esistente e non la nascita di zone di seconda residenzialità. La Regione da quasi un decennio riconosce e promuove i Sistemi Turistici Locali con la concertazione dei soggetti pubblici e privati interessati allo sviluppo del turismo, motivo in più affinchè anche un ipotetico piano strategico provinciale valorizzi le Strutture Associate di Promozione Turistica e non si preoccupi solo di come finanziare i programmi di accoglienza turistica, nel 2011 infatti non basta informare in loco il turista, bisogna riuscire ad attrarlo con politiche commerciali e di marketing agressive. Per aumentare i flussi turistici nel piano dovrebbero inoltre essere previsti finanziamenti infrastrutturali  da attuarsi per mezzo di fondi comunitari e bandi legge nazionali. Se vogliamo infatti che gli alberghi bellunesi colmino il gap con quelli altoatesini e trentini, bisogna rivedere le misure a sostegno delle Pmi  previste attraverso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo Spa e soprattutto spingere la Regione alla creazione di un fondo straordinario per lo sviluppo del turismo Bellunese a seguito  alla proclamazione delle Dolomiti a patrimonio dell’Unesco. Il 2011 sarà probabilmente l’anno del federalismo fiscale e della nuova legge regionale sul turismo, la speranza è che la Provincia di Belluno non perda questa occasione per riorganizzare e rafforzare il suo comparto economico più importante senza subire passivamente scelte calate dall’alto.

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IL PD PROVINCIALE PERDE I PEZZI

imagesca6dqzsbSe il partito a livello nazionale non attraversa un momento facile, a livello locale le cose vanno ancora peggio. In una sola settimana ci hanno lasciato due esponenti di spicco: il Senatore Maurizio Fistarol entrato nel gruppo misto, ma anche Renato Bressan, segretario della Camera del Lavoro  che mi risulta abbia presentato le dimissioni dall’assemblea. Le dimissioni di queste due figure, seppure non assimilabili in quanto maturate con motivazioni del tutto distinte, sono sicuro porteranno ad altri abbandoni anche perchè questa segreteria provinciale, col suo atteggiamento poco incline al confronto e completamente incapace di tener fede agli accordi, ha snervato molti dirigenti che l’avevano sostenuta. Basti pensare che in 13 mesi non si è riusciti a completare gli organi dell’esecutivo nominando un vice e un organizzatore che affiancassero la Segretaria e  l’azione politica è stata del tutto evanenscente. Una sola parte della maggioranza ha pensato di poter governare il partito appoggiandosi per un po’ a questa o a quella componente minimizzando le critiche sulla debolezza di una segreteria così costruita. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, a testimoniare che non ci si rende conto della situazione, è stata la convocazione di un’assemblea (prevista per domani domenica 5 dicembre) per approvare una serie di documenti su temi dove bisognava che mesi fa il Pd prendesse posizione. L’elenco delle sciagure abbattutesi sulla nostra provincia (tagli, mancati trasferimenti, minacce di chiusure etc) è infinito, eppure, non si è mai levata una sola parola dell’attuale Segretaria provinciale che è stata meno presente mediaticamente in 13 mesi di quanto invece non sia ad esempio riuscito a fare il nuovo giovane segretario leghista Vello in poche settimane. Come il sottoscritto, molti simpatizzanti del Pd in questi mesi hanno rivissuto, aprendo alla mattina i quotidiani locali, la mitica scena del film in cui Nanni Moretti, guardando la tv, spronava D’Alema a dire qualcosa di sinistra. Coi tempi che corrono, a questa schiera di irriducibili attratti dal Pd di cui sono fiero di far parte, sarebbe bastato anche qualcosa meno. Ad esempio leggere sui giornali che la nostra Segretaria avesse dichiarato qualcosa testimoniando l’esistenza del Partito. Sul contenuto, l’avremmo anche potuta perdonare. Così però  non è stato.  Ora dunque, pena la scomparsa definitiva dalla scena politica bellunese di quel poco che resta del Pd, auspico, e non sono certo l’unico, che la Segretaria prenda atto che la maggioranza a suo sostegno non c’è più da mesi. Va aperta una fase di responsabilità per risollevare il Pd attraverso una gestione unitaria del partito che veda impegnate tutte le componenti perchè questo non più il tempo di vecchie divisioni congressuali ma di utili mediazioni per riuscire a riportare in vita il livello provinciale. Come diceva  Winston Churchill  “non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”. Proviamoci.

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SATIRA METEREOLOGICA

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Nuovo file di Wikileaks…il 1 dicembre nevica in Italia, possibili disagi…dure le reazioni del mondo politico, per Tremonti “era prevedibile che succedesse, colpa delle banche e del Governo Prodi”, per Frattini si tratta “di una nevicata paragonabile all’11 settembre della metereologia”, per Berlusconi “le neve seria c’è solo in Siberia, questa è la solita provocazione dei centri sociali” ed infine il ministro Bondi è preoccupato “dopo i crolli di Pompei non vorrei esser sfiduciato per qualche slavina”. La Lega infine denuncia come al Sud stia nevicando di meno e rassicura però i propri elettori, ”col federalismo fiscale – ha spiegato Calderoli ad una folla di spalatori infuriati a Bergamo – non succederà più”. Pacate le reazioni dell’opposizione. Per Casini “le precauzioni vanno prese, ma solo in casi limite come consiglia il Papa”, Di Pietro ce l’ha “col sistema d’innevamento artificiale e piduista”  ed infine Bersani stizzito coi meterologi del Pd “a saperlo prima si potevano fare oggi le primarie contro Vendola così potevamo dar la scusa al maltempo in caso di sconfitta”.

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AVVISO AI NAVIGANTI, VIGLIACCHI INCLUSI

avvisoTroppo impegnato in altro non pubblicherò molto nelle prossime settimane.  Sono ovviamente ben accette segnalazioni ed e-mail da parte vostra, anche quelle con scritto comunista di merda, bifolco, sacco di letame etc che saranno pubblicate, ma debbono essere almeno firmate dal mittente….sennò verranno considerate solo lo sfogo di un  viagliacco e cestinate.

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BUNGA BUNGA

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Complimenti agli amici dell’IDV di Roma!

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UN PAESE PERICOLOSO

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Altro che l’Italia, è la Polonia il covo europeo di comunisti e comuniste. Avvisate Silvio che non ci metta piede…anche perchè qui non potrebbe mandare la sua igienista dentale in questura a sistemare la cosa.

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MANIFESTO DELL’ANNO

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REPUTAZIONE IN FUMO

imagesChissà come si dice spinello in ladino…

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CORREVA L’ANNO 2010

imagescazo8kveSono tornato dopo quasi tre settimane all’estero. …e tutto tace…oppure no? Allora se ho capito bene: 1) Corona preferiva il Mora alla mora Belen; 2) dopo 16 anni Fini si accorge che il premier è aziendalista anche in politica e fonda Futuro e Libertà per l’Italia per cambiare il paese in meglio, ma rimane al governo con Berlusconi; 3) tornano a far notizia i rifiuti di Napoli e questa volta non si può nemmeno più dare la colpa a Bassolino; 4) il Governo ottiene la fiducia grazie alla ritrovata vena del Presidente del Consiglio di investire nel calciomercato, la presentazione del nuovo puntero Calearo verrà fatta la prossima settimana a Milanello direttamente da Galliani; 5) Bossi si è definitivamente rincoglionito, una volta s’ispirava ai grandi teorici del federalismo svizzero e tedesco, oggi invece alle battute nei film da cinepanettone di Massimo Boldi.

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